Ci sono date che, per ogni reparto IT, rappresentano un punto di svolta. Per chi utilizza SQL Server 2016, una di queste è il 14 luglio 2026. Da quel momento Microsoft interromperà ufficialmente il supporto, smettendo di rilasciare aggiornamenti di sicurezza e correzioni di bug per questa versione.
Cosa significa nella pratica? Se dopo questa data i database aziendali continueranno a funzionare su SQL Server 2016, ogni nuova vulnerabilità potrà diventare un potenziale rischio per la sicurezza. Inoltre, l’azienda potrebbe incontrare difficoltà nel superare audit, verifiche di conformità o controlli legati alle policy di sicurezza.
In questo articolo vedremo come prepararsi alla fine del supporto per SQL Server 2016 e quali opzioni valutare per evitare problemi operativi e di sicurezza.
L’effetto domino: non è solo un problema di database
Vale la pena guardare più a fondo l’infrastruttura. SQL Server 2016, infatti, di solito non funziona da solo. Molto spesso è installato su sistemi Windows Server che, a loro volta, sono vicini alla fine del proprio ciclo di supporto.
Guarda queste date: il rischio è una vera concentrazione di scadenze.
- Luglio 2026: SQL Server 2016 non sarà più supportato.
- Ottobre 2026: terminerà il supporto per Windows Server 2012. Se SQL Server si basa su questo sistema, l’intero server diventerà più esposto.
- Gennaio 2027: terminerà il supporto per Windows Server 2016.
La conclusione è semplice: intervenire solo sul database è un po’ come ridipingere una recinzione mentre la casa sta crollando. Bisogna ragionare sull’intero ambiente.
Microsoft offre una possibile soluzione temporanea: i cosiddetti Aggiornamenti di Sicurezza Estesi, o ESU. Si tratta di aggiornamenti di sicurezza aggiuntivi, a pagamento, che possono essere acquistati per un periodo massimo di tre anni.
Prima però di considerarli la strada più semplice, ci sono due aspetti importanti da tenere presenti.
Ogni anno il prezzo di queste “patch” aumenta in modo significativo. Dopo tre anni, potresti arrivare a pagare fino a cinque volte il prezzo di una nuova licenza. In pratica, rischia di diventare un costo elevato che rimanda il problema, ma non lo risolve in modo definitivo.
Inoltre, Microsoft corregge solo le vulnerabilità più pericolose. Se il database inizia a rallentare o presenta errori nelle sue funzionalità, non potrai più contare sul normale supporto.
Quale strada scegliere? Le opzioni disponibili
Invece di pagare per continuare a utilizzare un sistema ormai datato, può essere più utile investire in una soluzione più moderna. Le strade principali sono tre.
- Trasferimentoad Azure (Non supportato)
Questa è l’opzione più comoda. Il database viene spostato su un servizio chiamato Azure SQL Managed Instance.
Perché conviene? Perché non dovrai più preoccuparti della “fine del supporto”. Sarà Microsoft a mantenere il sistema aggiornato, sicuro e protetto, occupandosi anche di backup e manutenzione.
In più, se disponi già di licenze, puoi portarle nel cloud e ridurre notevolmente i costi.
- Spostamentodei server nel cloud (Quick Escape)
Se la tua applicazione è particolarmente “delicata” e deve continuare a funzionare su un server specifico, puoi spostare l’intero server su Azure.
In Azure, gli aggiornamenti di sicurezza estesi menzionati prima sono disponibili senza costi aggiuntivi. Questo ti permette di guadagnare altri tre anni per pianificare con calma i passaggi successivi, senza dover pagare cifre elevate solo per mantenere attivo un sistema obsoleto.
- Aggiornare suipropriserver
Puoi anche scegliere di installare l’ultima versione di SQL Server 2025 sui tuoi server. È una buona opzione se, per qualche motivo, non puoi utilizzare il cloud.
Tieni però presente che la nuova versione è diversa da quella del 2016. Alcune vecchie funzionalità potrebbero non essere più disponibili, quindi sarà necessario verificare con attenzione che le applicazioni aziendali continuino a funzionare correttamente.
Un semplice piano d’azione: da dove cominciare?
Non devi fare tutto subito. L’importante è partire con un piano chiaro.
Controlla cosa hai.
Prepara una lista di tutti i server con SQL Server 2016. Spesso le aziende non sanno nemmeno quanti database “dimenticati” siano ancora attivi nella propria rete. Per farlo puoi usare Azure Arc, che ti permette di visualizzare tutto in un unico pannello semplice da consultare.
Valuta i costi.
Confronta quanto spenderesti per mantenere il supporto on-premise e quanto invece costerebbe passare a una soluzione cloud moderna. Nella maggior parte dei casi, il cloud risulta più conveniente.
Parti dai sistemi più importanti.
Dai priorità ai database fondamentali per il funzionamento dell’azienda. Sono quelli che, in caso di problemi, avrebbero l’impatto maggiore sul business.
Usa quello che hai già.
Rivedi i contratti e le licenze esistenti. Le licenze che possiedi possono ridurre in modo significativo i costi su Azure.
Il luglio 2026 può diventare un momento di stress oppure l’occasione per fare un passo avanti in termini di sicurezza, efficienza e modernità. La cosa peggiore da fare è aspettare l’ultimo minuto.
Domande frequenti
1) Quando termina esattamente il supporto per SQL Server 2016?
La fine ufficiale del supporto è prevista per il 14 luglio 2026. Dopo questa data, Microsoft non rilascerà più aggiornamenti standard o patch di sicurezza per SQL Server 2016.
2) Qual è il rischio se continuo a usare SQL Server 2016 dopo il 14 luglio 2026?
I rischi principali sono la mancanza di aggiornamenti di sicurezza, l’esposizione a nuove vulnerabilità non corrette, una maggiore probabilità di incidenti e possibili problemi con audit e requisiti di conformità, come policy di sicurezza, obblighi contrattuali o regolamenti di settore.
3) Il problema riguarda solo il database?
Non sempre. Nella pratica, SQL Server gira su un sistema operativo, spesso Windows Server, che potrebbe essere anch’esso vicino alla fine del supporto. Se il sistema sottostante non è supportato, l’intero server diventa più difficile da proteggere e mantenere, anche se il database continua a funzionare “così com’è”.
4) Cosa sono gli Aggiornamenti di Sicurezza Estesi e vale la pena acquistarli?
Gli Aggiornamenti di Sicurezza Estesi, o ESU, sono aggiornamenti di sicurezza a pagamento disponibili fino a tre anni dopo la fine del supporto. Sono una soluzione di riserva: aiutano a guadagnare tempo, ma non risolvono il problema alla radice, cioè l’utilizzo di una versione ormai datata. Inoltre, i costi tendono ad aumentare di anno in anno.
5) Quale percorso di modernizzazione scegliere: Azure SQL Managed Instance, VM in Azure o aggiornamento on-premises?
Dipende dall’applicazione e dai requisiti aziendali.
Azure SQL Managed Instance è indicata quando vuoi alleggerire il più possibile il lavoro del team IT, affidando al servizio la gestione di backup, aggiornamenti e alta disponibilità.
VM in Azure è la scelta più adatta quando devi mantenere pieno controllo e compatibilità, con una migrazione rapida da server a server.
Aggiornamento on-premises è l’opzione da valutare quando il cloud non è percorribile, ad esempio per restrizioni normative o tecniche. Richiede però una progettazione aggiornata e test accurati di compatibilità applicativa.
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